Rifugi che chiudono vacche senz’acqua e meno formaggio | così la siccità e il caldo anomalo mettono in ginocchio le Alpi
Le Alpi stanno affrontando una grave siccità che ha portato alla chiusura di alcuni rifugi, alla riduzione delle riserve idriche per il bestiame e alla diminuzione della produzione di formaggio. I pascoli sono aridi e gialli, i fiumi scorrono a bassissima portata e alcune foglie di alberi sono diventate marroni. I ghiacciai si sono anneriti, mostrando un evidente decadimento.
Pascoli gialli di erba secca, fiumi al minimo, addirittura le foglie di alcuni alberi che dal verde hanno virato al marrone. Per non parlare dei ghiacciai, neri come la pece. Se si avesse la possibilità di sorvolare le Alpi, sotto di noi avremmo la fotografia della siccità in quota: la siccità che dai mille metri in su sta mettendo in ginocchio, nella torrida estate del 2026, le montagne. Dal Bellunese fino al Val di Susa, passando per la Lessinia. Alla grave conseguenza, già ampiamente denunciata a valle, della mancanza d’acqua nelle per i raccolti delle pianure, si aggiunge la sete delle terre alte. Con effetti concreti per chi vive lassù e anche per chi vi trascorre parte delle proprie vacanze. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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