Dal tetto del mondo al Mineirazo | la macchia indelebile di Felipe Scolari
Sul tetto del mondo e poi al Mineirazo, la carriera di un allenatore si è segnata con due momenti opposti. La vittoria più alta e quella più dolorosa si sono incrociate nella sua storia, lasciando un’impronta indelebile. La sua immagine è fatta di un volto sorridente e baffetti grigi, ma dietro quella faccia si nasconde una presenza difficile da dimenticare. Un personaggio che sembra sfuggire a ogni definizione.
C’è qualcosa di maledetto in quest’uomo corpulento, dal volto simpatico e dal sorriso sempre pronto sotto i baffetti spolverati di grigio. Qualcosa cui nemmeno lui riesce a dare un nome, perché è sfuggente come un’anguilla: appena la tocchi sguscia via dalle mani e ti lascia intatto il dolore che divora l’anima. La gloria, il momento assoluto, l’apice della carriera lo aveva già vissuto nell’estate del 2002: lui, brasiliano del sud, aveva guidato la Seleçao alla conquista del Mondiale. Era il Brasile di Ronaldo, Rivaldo e Ronaldinho. Da quel momento, l’uomo osannato come il mago del calcio ha messo in fila delusioni che lo hanno profondamente segnato, lo hanno fatto riflettere e lo hanno, soprattutto, costretto a fare i conti con la brevità della gioia. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

Notizie e thread social correlati
Dalle giovanili al tetto del mondo: il trionfo della Roja nato con l'Under 19 di De La FuenteUna partita tra Spagna e Russia si è conclusa con la vittoria della squadra spagnola durante la finale dell’Europeo Under 19, disputata al Municipale...
De la Fuente: "Un onore aver accompagnato questo gruppo dalle giovanili al tetto del Mondo"Luis De la Fuente ha dichiarato di essere onorato di aver guidato la squadra nazionale dalla categoria giovanile fino a vincere il Mondiale.