Armani scendeva da casa a Pantelleria con il Ciao ma nessuno lo inseguiva L’isola è una clinica dell’anima per i dolori della mente e del cuore Qui abbiamo potuto curare la depressione di mio figlio | parla Italo Cucci
Un uomo racconta di aver lasciato casa in scooter con il Ciao, senza essere seguito, sull’isola di Pantelleria. Descrive l’isola come un luogo di cura per i problemi dell’anima, dove ha potuto aiutare il figlio a superare la depressione. Un altro testimone ricorda il dolore dopo la morte di una bambina di 12 anni, avvenuta in seguito a una leucemia fulminante, e di come la famiglia abbia vissuto quel periodo.
“Dopo il Mondiale del 2010 vivevo in una bella zona di Roma, con Grazia e i nostri tre figli. Tutti addolorati dalla perdita della prima, Francesca, 12 appena, una leucemia fulminante. Avevamo comprato un dammuso qui nel 1989. E decidemmo di trasferirci tutto l’anno”. Italo Cucci, giornalista e da qualche mese presidente del Parco di Pantelleria, viaggia indietro nel tempo con i ricordi in un’intervista al Corriere della Sera. A quando, ormai 37 anni fa, si trasferì sull’isola a sud ovest della Sicilia. Per lui, “un’eterna primavera”, pure d’inverno. “ È come una clinica dell’anima. Grazie alla gente, al suo atteggiamento. Soprattutto per i dolori della mente e del cuore. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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