Chiesi spari non una bomba La versione di Lavitola interrogato dal gip
Valter Lavitola ha dichiarato di aver pianificato un attentato con colpi di pistola piuttosto che con un ordigno esplosivo. Secondo la sua versione, si trattava di quattro o cinque spari dimostrativi contro un muro, vicino all'abitazione di un giornalista. L'interrogatorio si è svolto davanti al giudice per le indagini preliminari, nel corso del quale Lavitola ha ammesso di essere il mandante dell'azione. Nessuna bomba è stata coinvolta, solo colpi di pistola.
Non una bomba ma una serie, quattro o cinque, di colpi di pistola dimostrativi da esplodere contro il muro dell'abitazione di Sigfrido Ranucci. Questa la ''diversa modalità '' che Valter Lavitola aveva immaginato per l'attentato di cui ieri ha confessato davanti al gip, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, di essere il mandante. Ma una volta appresa la notizia che l'attentato era avvenuto tramite l'esplosione di un ordigno rudimentale che ha danneggiato le auto del conduttore di Report, a quanto si apprende, non avrebbe avuto da obiettare perché avrebbe comunque ritenuto anche quella modalità dimostrativa.  L'ex editore e imprenditore,... 🔗 Leggi su Iltempo.it

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