Lavitola ammette | Sono io il mandante dell’attentato a Ranucci volevo proteggerlo

Notizia in breve

Valter Lavitola ha dichiarato di essere il mandante dell’attentato contro un giornalista, durante un interrogatorio a Rebibbia. Il difensore dell’imprenditore ha confermato le sue affermazioni. Lavitola ha spiegato di aver agito per proteggere la vittima. La polizia ha raccolto le sue dichiarazioni, che saranno oggetto di ulteriori verifiche. Sono ancora in corso accertamenti sul movente e sui soggetti coinvolti.

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Il difensore dell’imprenditore conferma dopo l’interrogatorio di garanzia a Rebibbia. Valter Lavitola ha ammesso di essere il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci. La conferma arriva dal suo avvocato Sergio Cola al termine dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip, nel carcere romano di Rebibbia. Secondo quanto riferito dal difensore, l’imprenditore avrebbe spiegato di aver commissionato l’azione con l’obiettivo di tutelare l’incolumità del giornalista, che a suo dire sarebbe stato esposto a diversi e pericolosi tentativi di aggressione. Una svolta nell’inchiesta sull’attentato avvenuto nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del conduttore di Report, che aveva portato all’arresto di Lavitola, indicato dalla Procura come presunto mandante dell’azione. 🔗 Leggi su Notizieaudaci.it

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Temi più discussi: Attentato Ranucci, Lavitola ammette al Gip: Sono io il mandante; L’ultima telefonata di Lavitola prima di andare in carcere: Se sono stato io è stato anche Ranucci; L’ultima telefonata di Lavitola prima dell’arresto, il colpaccio di MOW: Se sono stato io, allora è stato anche Ranucci.

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