Agostino morto nel lager Pietra d’inciampo lo ricorda
Un uomo morto nel campo di concentramento viene ricordato con una pietra d’inciampo posata nel centro della città. La commemorazione avviene a oltre ottant’anni dall’arresto e dalla deportazione. La pietra riporta il nome di Agostino Ferri, testimone di un passato tragico. La cerimonia si svolge senza interventi pubblici, con la sola presenza di cittadini e familiari. La pietra d’inciampo rimarrà lì come ricordo permanente della sua vicenda.
A più di ottant’anni dall’arresto e dalla deportazione, la storia di Agostino Ferri smette di essere soltanto memoria scritta per trasformarsi in una testimonianza viva, scolpita nel tessuto della sua città. Dopo l’installazione dedicata al partigiano Enrico Boriani nel gennaio 2025, Codogno si appresta ad accogliere una seconda Stolperstein, una “pietra d’inciampo“. La vicenda di Ferri – arrestato a Milano il 12 agosto del ‘44 dai fascisti, recluso a San Vittore e infine deportato nel lager di Dachau, dove morì di stenti dopo quattro mesi di durissimo lavoro nel sottocampo di Uberlingen– è riemersa con forza grazie al libro “Non era ancora primavera” presentato il 21 marzo scorso in municipio. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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