L’IA superintelligente non è ancora nata ma la politica deve già occuparsene
La politica si sta già preparando a regolamentare l’Asi, acronimo di intelligenza artificiale superintelligente, anche se questa tecnologia non è ancora stata creata. Si tratta di un sistema che supererebbe le capacità umane, a differenza dell’IA attuale, che può commettere errori semplici. La discussione si concentra su come affrontare le implicazioni di un’intelligenza artificiale così avanzata, anche prima della sua realizzazione concreta.
Prepariamoci a imparare un nuovo acronimo: Asi, ovvero intelligenza artificiale superintelligente. Non è l’IA che conosciamo, capace di scrivere testi o programmi ma ancora soggetta a errori banali. È un sistema che potrebbe superare i migliori specialisti in quasi ogni campo e applicare una scoperta fatta in un settore a problemi completamente diversi. Potrebbe progettare un farmaco in pochi giorni oppure individuare i punti deboli di una rete elettrica prima degli esperti di cybersicurezza. Se fosse copiato migliaia di volte, un solo data center potrebbe svolgere il lavoro di intere comunità scientifiche. E se quelle copie riuscissero a progettare un’IA ancora più capace, il progresso potrebbe accelerare oltre i tempi con cui governi e aziende prendono decisioni. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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