Sono come le mie vecchie zie che quando ero bimbo coprivano la tv con un telo perché si sentivano osservate I social oggi ti rubano l’anima mi fa orrore | parla Vinicio Capossela
Vinicio Capossela ha dichiarato che i social network “ti rubano l’anima” e che gli fanno orrore. Ha paragonato questa sensazione a quella delle zie che da bambino coprivano la tv con un telo per paura di essere osservate. Nel suo immaginario, la realtà si mescola con la fantasia, e le sue canzoni raccontano di antieroi e marinai, un mondo diverso rispetto a quello odierno delle tecnologie.
Nel suo immaginario la realtà si mescola con la fantasia, le canzoni parlano di antieroi e marinai. Un mondo che fu, rispetto a quello delle nuove tecnologie. Anche Vinicio Capossela, 60 anni, si sente vicino a quel modo di vivere. Non usa i social, che sono “ un modo di sopravvivere alla morte, ma è terrificante che quando muori il tuo Facebook rimanga attivo – ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera – Paradossalmente i social sono la nostra possibilità di eternità, un’eternità completamente virtuale affidata ai server”. Il cantautore non gestisce i suoi profili: “ Sono come le mie vecchie zie che quando ero bambino coprivano la televisione con un telo perché si sentivano osservate. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

Notizie e thread social correlati
“Ero dipendente da crack quando nel ’92 giravo ‘Il cattivo tenente’. Mi sono disintossicato a Napoli, nelle cliniche Usa ti chiedono anche 100mila dollari al mese”: parla Abel FerraraNel 1992, mentre girava il film “Il cattivo tenente”, il regista ha rivelato di essere stato dipendente da crack.
Allegri: «Galeone mi ha mandato un messaggio, quando ero fermo, mi disse ‘che non ti venga la voglia di smettere’»Durante un'intervista, l’allenatore ha riferito che un ex tecnico gli ha inviato un messaggio mentre era inattivo, dicendogli di non perdere la...
Argomenti più discussi: Vinicio Capossela: Che coss'è l'amor? L'ho scritta per una barista. Non ci puntavo, poi l'hanno scelta Aldo, Giovanni e Giacomo. Devo tutto a Guccini; Quella volta con Francesco Guccini in via Paolo Fabbri 43; Non sono un impiegato al catasto della musica. Francesco Guccini, la vita come una poesia (e viceversa); Morte di Guccini, dal ricordo di Capossela all’omaggio della Cgil Avellino: organizzare una jam session nel suo nome.
Non potevamo immaginare un finale più bello. Ieri sera Vinicio Capossela ha chiuso la cinquantesima edizione di Monfortinjazz con un concerto intenso e coinvolgente, celebrando sul palco i trent'anni de Il Ballo di San Vito. In un Auditorium Horszowski gremi facebook
Capossela: Che coss’è l’amor? L'ho scritta per una barista. Non ci puntavo, poi l'hanno scelta Aldo, Giovanni e Giacomo. Devo tutto a GucciniIl cantautore festeggia i 20 anni di Ovunque proteggi e dei 30 del Ballo di San Vito ... msn.com