Morì per un linfoma conseguenza di una trasfusione con sangue infetto | Ministero della Salute condannato i familiari risarciti dopo 48 anni
Dopo 48 anni, i familiari di una donna deceduta nel 1994 per un linfoma non Hodgkin di tipo B hanno ottenuto un risarcimento. La causa della malattia è stata identificata come una trasfusione di sangue infetto avvenuta nel 1978, che aveva causato un’epatite C. Il Ministero della Salute è stato condannato in sede legale per questa vicenda. La donna, all’epoca 46enne, aveva numerosi progetti da realizzare prima della sua scomparsa.
Aveva 46 anni e innumerevoli progetti da realizzare. Anna (nome di fantasia) perse la vita nel 1994 per un “linfoma non Hodgkin di tipo B”, un tumore insorto come conseguenza di un’epatite C contratta a seguito di emotrasfusioni infette, risalenti al 1978. Dopo 48 anni dalla scomparsa della donna e una battaglia legale andata avanti per tredici, la Corte d’appello di Firenze ha condannato il Ministero della Salute a versare un risarcimento di circa un milione e mezzo di euro al vedovo e alla figlia. Il Dicastero hanno stabilito i giudici della Quarta sezione civile “non svolse adeguatamente i propri compiti di vigilanza e controllo”, nonostante fosse “tenuto” ad accertare che “il sangue utilizzato per le trasfusioni o per gli emoderivati fosse esente da virus”. 🔗 Leggi su Corrierefiorentino.corriere.it

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