Senza Cri | Mi fasciavo il petto ogni giorno Oggi per la prima volta mi piace guardarmi Le mie cicatrici non raccontano una ferita ma la libertà
Per la prima volta, senza cri si guarda allo specchio e apprezza le cicatrici sul petto, che ora considera simboli di libertà. Prima, si fasciava quotidianamente, nascondendo le ferite. Ora, dice, non è cambiato niente: resta la stessa persona, anche se qualcuno può notare i capezzoli. Non ci sono trasformazioni profonde, solo un nuovo modo di vedere le cicatrici che prima copriva.
Quando gli chiediamo di raccontarci di questo cambiamento, va subito al punto: «Effettivamente non è cambiato niente, io sono sempre quello. Oggi forse qualcuno può parlare dei miei capezzoli, ma sono sempre la persona che ero prima. Magari ho qualcosa in più da condividere, ma non è cambiato nulla». Quando si è sottoposto all’intervento? «Un anno fa. Prima di raccontarlo pubblicamente c’è voluto del tempo. Subito dopo l’operazione ho fatto Sanremo e nessuno lo sapeva, non ero nemmeno nelle condizioni fisiche migliori per potermi esibire all’Ariston. Avevo una paura incredibile di espormi, mi ripetevo che non lo avrei mai rivelato a nessuno. Non volevo dare questa cosa in mano a un pubblico di persone che l’avrebbe trattata male. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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