Come ci si sente a essere scampati tre volte alla morte
Una persona ha dichiarato di essere sopravvissuta a tre incidenti senza attribuire il fatto a un miracolo, definendolo “mera statistica”. Ha spiegato che non ha vissuto nessuna “seconda vita” né ha avuto epifanie sul senso dell’esistenza dopo gli episodi. La sua posizione indica una percezione di casualità più che di evento straordinario. La sua esperienza è stata condivisa senza commenti emotivi o riflessioni profonde sulla propria condizione.
«Essermi salvato è mera statistica, non un miracolo del cielo. Per me non è iniziata nessuna “seconda vita”, non ho avuto nessuna epifania sul senso della mia esistenza. Ma è difficile da accettare perché sentiamo la necessità di trovare un motivo a posteriori, di creare il personaggio del “sopravvissuto”» È un ricercatore universitario in campo umanistico, classe 1994. Per lui i giorni più importanti dell’anno sono la sua gara di triathlon, il derby della capitale e il compleanno del suo cane Alma. Un giorno ho chiesto alla ragazza con cui stavo uscendo che cosa le avesse raccontato di me la comune amica che ci aveva presentato. La sua risposta mi ha stupito alquanto. 🔗 Leggi su Ilpost.it

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