Il figlio velato di Jago | il marmo che urla l’innocenza perduta nel cuore di Napoli
Un’opera in marmo rappresenta un bambino avvolto in un velo bianco, con una sola mano che emerge, come se cercasse aiuto. La scultura si trova nel cuore di Napoli e trasmette un senso di pace e sofferenza, senza parole. La figura è immobile, con dettagli che evidenziano la delicatezza e l’innocenza perduta. La posa e il materiale creano un’immagine che invita alla riflessione sulla vulnerabilità dei bambini.
Un bambino giace immobile, avvolto in un sudario di pietra bianca. Una sola mano affiora dal velo, piccola, abbandonata, come se chiedesse ancora di essere tenuta. Chi entra nella Cappella dei Bianchi della Chiesa di San Severo fuori le Mura, nel Rione Sanità di Napoli, rimane inchiodato davanti a questa visione. Non è una scultura. È una domanda che il marmo rivolge alla coscienza di chi guarda. Un bambino di marmo che porta il peso del mondo contemporaneo. Il 21 dicembre 2019, in quello che avrebbe potuto sembrare il giorno più corto dell’anno, Napoli ricevette in dono qualcosa di eterno. Lo scultore Jago — pseudonimo di Jacopo Cardillo, nato ad Anagni nel 1987 — inaugurò la collocazione permanente della sua opera più celebre: Il figlio velato. 🔗 Leggi su Nonewsmagazine.com
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Il Figlio Velato di Jago: il Cristo Velato del nostro tempo
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