Pechino mette nel mirino i trust offshore dei super ricchi cinesi per recuperare gettito e ridurre le disparità
Le autorità cinesi hanno avviato controlli sui trust offshore dei super ricchi, con l’obiettivo di aumentare le entrate fiscali e ridurre le disuguaglianze. Sono stati effettuati accertamenti e sequestri su alcuni patrimoni detenuti all’estero. La mossa segue le indicazioni di nuove normative per rafforzare la tassazione sui patrimoni più elevati, con particolare attenzione alle strutture finanziarie all’estero. Nessuna informazione è stata resa nota sui soggetti coinvolti.
Rubare ai ricchi per donare ai poveri. Non era esattamente questo che intendeva il presidente cinese Xi Jinping quando nel 2021 lanciò l’obiettivo della “ prosperità comune ” per ridurre le diseguaglianze sociali. Né è esattamente questo lo scopo della crescente stretta di Pechino sui capitali esteri. Sommate, tuttavia, le due politiche – se non basteranno ad alleviare la polarizzazione sociale – quantomeno serviranno a mettere in riga i “paperoni” cinesi. A finire nel mirino dei “Robin Hood” di Pechino sono i trust offshore, strumenti giuridici e finanziari istituiti in una giurisdizione estera (spesso a fiscalità agevolata) in cui il disponente (settlor) trasferisce beni a un fiduciario (trustee) affinché li gestisca a beneficio di terzi. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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