La ristorazione ha rotto il cazzo ma mai quanto i podcast

Notizia in breve

Un episodio di ristorazione ha causato disagi, ma è stato superato da problemi legati ai podcast. La situazione si è verificata in un contesto di fruizione di contenuti audio, generando fastidio tra gli utenti. Non sono stati segnalati danni fisici o interventi di emergenza. La questione riguarda la diffusione di podcast e il loro impatto sulle attività quotidiane, senza coinvolgimento di figure pubbliche o enti.

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Ve lo dico col lessico di una che ha studiato dalle Orsoline e dai Barnabiti. Ve lo dico con la pazienza di una che ventitré anni fa – quando la Locanda prese la stella Michelin e quel gran figo di Giorgio Locatelli stava su tutti i giornali inglesi perché ci andava a mangiare Madonna – disse a tutti i giornali per cui scriveva «bisogna intervistarlo», e tutti le risposero: ma perché bisogna intervistare un cuoco? Ve lo dico con l’esasperazione di chi undici anni fa scrisse un libro sulla gastrocrazia che ha fatto in tempo ad andare fuori diritti e quindi dovete credermi senza poterlo comprare se vi dico che già undici anni fa, quando “Masterchef” ancora gattonava, era chiaro che il rapporto di questo secolo coi ristoranti stava sfociando nel fanatismo religioso. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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