Afa in cella droghe e cimici Un ex detenuto alla Dogaia | Lì non c’è più umanità
Un ex detenuto ha descritto le condizioni nella struttura penitenziaria Dogaia, evidenziando un sovraffollamento di quattro persone in uno spazio di nove metri quadrati. Ha riferito di temperature elevate che rendono la vita in cella difficile e di presenza di cimici. Inoltre, ha segnalato l’uso di droghe tra i detenuti e una condizione di totale mancanza di umanità all’interno del carcere. La situazione si aggrava a causa del caldo prolungato e del numero di persone detenute superiore alla capienza.
Il grande caldo ad oltranza e il sovraffollamento amplifica in queste settimane l’emergenza Dogaia: quattro detenuti in nove metri quadri stipati in celle roventi in tre sezioni, carenze negli organici di polizia penitenziaria - a cui si somma in estate la turnazione feriale -, condizioni igienico-sanitarie gravose, la presenza di un sistema strutturato che la procura di Prato ha definito in più occasioni "di elevatissima illegalità " che garantisce ai detenuti rifornimenti di droga (hashish, cocaina, eroina) e smartphone dall’esterno. Settimanale ormai il tentativo con plichi, involucri e drone con lenze attaccate di approvvigionare i detenuti della casa circondariale. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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