Il paradosso della Cina pacifica Fuori dai fronti ma dentro le guerre del XXI secolo
La Cina viene spesso descritta come una potenza economica pragmatica, concentrata su commercio e infrastrutture, e considerata estranea alla logica della guerra. Tuttavia, nel XXI secolo, il paese si trova coinvolto in conflitti interni e regionali. La narrazione dominante dipinge la Cina come pacifica e fuori dai fronti, ma le tensioni e le guerre silenziose all’interno e nelle aree vicine continuano a coinvolgere il paese.
C’è un luogo comune che attraversa trasversalmente il dibattito pubblico occidentale, dai salotti televisivi alle aule universitarie: la Cina come potenza economica, pragmatica, tutta commerci e infrastrutture, strutturalmente aliena alla logica della guerra. Un gigante che non spara un colpo dal 1979 — l’ultimo conflitto diretto, contro il Vietnam — e che avrebbe scelto la via del “soft power” mentre l’Occidente si dilania in interventi militari falliti. È un’immagine rassicurante, comoda, e per questo pericolosa: perché è vera solo a metà, e la metà mancante è quella che conta di più. È vero che l’Esercito Popolare di Liberazione non ha combattuto direttamente una guerra su vasta scala da oltre quattro decenni. 🔗 Leggi su Formiche.net

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