Bertoli Cgil | Le norme non bastano vanno fatte rispettare e servono più controlli
Un uomo di 40 anni è deceduto dopo un malore mentre lavorava in un cantiere a Trenzano. La Procura sta indagando sui datori di lavoro, con una prima ricostruzione che indica come il decesso sia avvenuto durante l’orario in cui un’ordinanza regionale vieta le attività all’aperto per il caldo. Bertoli della Cgil ha affermato che le norme sono insufficienti e che è necessario garantire il rispetto delle regole attraverso controlli più stringenti.
L’ultimo nome è quello di Maurizio Trenta, 40 anni, morto dopo un malore mentre lavorava in un cantiere a Trenzano. La Procura indaga sui datori di lavoro: secondo una prima ricostruzione, il decesso sarebbe avvenuto nella fascia oraria in cui l’ordinanza anticaldo di Regione Lombardia vieta le attività all’aperto. Ma il caso bresciano è soltanto l’ultimo di un’estate segnata da una lunga scia di incidenti e malori sul lavoro provocati dalle temperature estreme. Secondo il giornale online della Cgil *Collettiva*, sono già almeno tredici i lavoratori che hanno perso la vita per cause riconducibili direttamente al caldo. E il rapporto di... 🔗 Leggi su Brescia.corriere.it

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