Veneriamo i libri anche se non li leggiamo e se li leggiamo non li capiamo
Un’indagine ha evidenziato che molte persone possiedono libri senza leggerli o senza comprenderli, e spesso si interrogano sul modo corretto di scriverli, leggerli e conservarli. Si discute anche di come scegliere la posizione più appropriata rispetto ai libri, sottolineando la distanza tra possesso e reale interazione con il testo. La riflessione si concentra sui comportamenti e le pratiche quotidiane legate all’uso dei libri, senza entrare in analisi più profonde o opinioni personali.
Come si scrivono i libri? Come si leggono i libri? Come si conservano i libri? Come ci si posiziona dalla parte giusta rispetto ai libri? Ma soprattutto: a cosa servono i libri? Ogni volta che si parla, tra gente che riceve libri in omaggio dalle case editrici, delle porcherie che ci arrivano e per le quali non abbiamo spazio in casa, io dico che butto nella raccolta della carta, e sempre sempre sempre c’è almeno un commensale che mi guarda inorridito: ma non puoi portarli alla biblioteca del carcere? Certo che potrei, potrei tutto, anche avere un altro carattere, anche essere una persona diversa; invece sono una che – se li impila... 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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