La sinistra non intercetta il bisogno identitario dei ceti fragili
Negli ultimi anni, gli studi di scienza politica evidenziano che il conflitto distributivo non rappresenta più l’unico elemento a influenzare il consenso elettorale. La sinistra, in particolare, sembra non aver risposto adeguatamente alle esigenze dei gruppi fragili con bisogni identitari. Questo approccio potrebbe limitare la capacità di attrarre elettori che cercano rappresentanza per questioni legate alla propria identità e alle proprie specificità.
La scienza politica da alcuni anni ci dice come il conflitto distributivo non sia l’unico architrave di ricerca del consenso elettorale, mostrandoci come appiattirsi su di esso possa essere rischioso. Una recente rilevazione di SWG, condotta tra il 14 e il 20 luglio su un campione nazionale di 1.400 elettori e ispirata al libro di Domenico Petrolo “La stagione dell’identità” (FrancoAngeli), offre una nuova conferma empirica di questo spostamento attraverso cifre che meritano di essere approfondite. Il 47 per cento degli elettori italiani ritiene infatti più importante che un partito «riconosca e protegga» la propria identità, i propri... 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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Oggi. Repubblica di San Marino, sulla sinistra. Italia, sulla destra. Il problema, però, è il CT della nazionale. Che tanto sarà Mancini: siamo in Italia, si cambia nome per non cambiare nulla. O il Ponte sullo Stretto. Questa non è politica, è la vita della gente. N facebook
Guardate questa fotografia, perché è l’istantanea di quella contemporaneità che ha nella #Bologna distopica di #Lepore-Schlein un compendio privo di fronzoli. È il contrassegno della santa alleanza che ha riscritto i canoni della sinistra politica. È la saldatur x.com