Si inizia censurando Russia Today e poi? Gli eurodeliri che minacciano la libertà di stampa
Dopo la decisione di censurare Russia Today, si sono verificati altri interventi contro media esteri. Diverse leggi sono state approvate per limitare la diffusione di determinati contenuti online, con restrizioni su piattaforme straniere. Queste misure hanno portato alla chiusura o al blocco di vari siti e canali di informazione, con l’obiettivo di controllare le notizie considerate scomode. La normativa si applica a media che trasmettono contenuti considerati contrari alle politiche ufficiali.
La Federazione Russa è notoriamente un paese illiberale e liberticida. Pensate che c’è persino una legge che mette al bando specifici media, elencandoli per nome: “È vietato agli operatori trasmettere o consentire, agevolare o contribuire in altro modo alla trasmissione di qualsiasi contenuto proveniente dalle persone giuridiche, entità o organismi elencati nell’Allegato XV, anche tramite trasmissione o distribuzione con qualsiasi mezzo, come cavo, satellite, IP-TV, fornitori di servizi Internet, piattaforme o applicazioni di condivisione video su Internet, sia nuove che preinstallate”. Nulla di più prevedibile. Già più difficile da digerire, quando si scopre che quella legge non è russa, bensì un regolamento dell’Unione Europea, il n. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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