Dai Paesi arabi agli Usa fino al Giappone | quando lo champagne non è ben visto sul podio di F1

Notizia in breve

Lo champagne, simbolo di celebrazione nel motorsport, è spesso presente sul podio di Formula 1, con marche come Ferrari Trento e Moët & Chandon. Tuttavia, in alcuni Paesi arabi, negli Stati Uniti e in Giappone, questa tradizione è soggetta a restrizioni o controversie legali. La presenza di champagne durante le premiazioni può essere vietata o limitata, a seconda delle normative locali o delle sensibilità culturali. La pratica rimane diffusa, ma non ovunque è accettata senza riserve.

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Che sia Ferrari Trento o Moët & Chandon, lo champagne è diventato una tradizione intoccabile del motorsport. Introdotto a Reims nel 1950 come premio per il primo classificato Juan Manuel Fangio, l'usanza ha preso una piega del tutto diversa a Le Mans: nel 1966 con l'esplosione accidentale di una bottiglia lasciata al sole e successivamente nel 1967, quando Dan Gurney trasformò l'incidente in uno scherzo intenzionale, dando vita al mito della champagne shower. Negli ultimi anni l'ingresso in calendario di tappe con restrizioni culturali e legislative sull'alcol ha modificato questo rituale. La Fia parla chiaro: totale libertà di scelta dei Paesi ospitanti per quanto riguarda sponsor di alcolici e festeggiamenti sul podio. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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