Terre rare Tokyo pesca nei fondali per liberarsi dalla dipendenza cinese
Tokyo sta iniziando a cercare risorse di terre rare in aree marine per ridurre la dipendenza dalla Cina, che attualmente controlla molte miniere di questi materiali. La strategia mira a diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da Pechino. La decisione segue le tensioni tra i due paesi e la volontà di garantire approvvigionamenti più sicuri per le industrie tecnologiche e di alta precisione.
La Cina può aspettare. Anzi, può direttamente farsi da parte, perché qualcuno comincia a non avere più bisogno di Pechino e delle sue immense miniere di terre rare. Il Giappone, per esempio, che un po’ nel solco degli Stati Uniti lavora da tempo alla costruzione di una solida autonomia strategica, specialmente sul versante dei minerali critici. L’ultimo tassello porta dritto in fondo al mare, a centinaia di metri sotto il pelo dell’acqua. Il governo di Sanae Takaichi, infatti, avvierà l’estrazione di terre rare dai giacimenti dei fondali marini nell’ambito di un progetto pionieristico. L’estrazione inizierà a febbraio 2027 e a dirigere l’operazione sarà l’Agenzia giapponese per la scienza e la tecnologia marina e terrestre. 🔗 Leggi su Formiche.net

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