Minacce ed estorsioni per mettere le mani su Cortina a processo i due fratelli ultrà della Lazio
Due fratelli ultrà della Lazio sono stati giudicati per minacce ed estorsioni legate a Cortina. I fatti risalgono a luglio e riguardano il tentativo di ottenere il controllo di alcune attività sulla località. Durante il processo, nessuna delle parti offese si è costituita parte civile, tra cui il Coni, il gestore di uno chalet e un assessore. La prima condanna è stata emessa senza la presenza di rappresentanti delle vittime.
Ieri, 27 luglio, c’è stata la prima condanna per la «Suburra» di Cortina. E nessuna delle potenziali parti offese si è costituita parte civile. Non il Coni, non MiCo, non il gestore dello Chalet Tofane Graziano Prest, non l’assessore Stefano Ghezze. Né il Comune di Cortina, cosa che sorprende il sindaco Gianluca Lorenzi: «La giunta aveva deliberato di costituirsi. Non capisco». Dopo una rapida verifica con gli uffici, il sindaco spiega: «Mi dicono che erano scaduti i termini e quindi ci costituiamo come parte offesa». Lo si farà nel corso della prima udienza del processo che si terrà al Tribunale di Belluno il prossimo 2 dicembre nei... 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it
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