Dal blocco navale allo Shandong La strategia della Cina dietro la crisi iraniana
La Cina ha rafforzato la sua presenza militare nel Mar Cinese Orientale, spostando il proprio incrociatore dello Shandong vicino alle aree di crisi iraniana. La mossa segue settimane di pressione economica e sanzioni contro l’Iran, che hanno superato i limiti di misure restrittive. Le navi cinesi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, con un aumento delle attività navali nelle acque contese della regione.
La pressione economica sull’Iran ha superato da mesi la soglia della sanzione. Dopo l’offensiva di fine febbraio e la chiusura dello Stretto di Hormuz decisa da Teheran, gli Stati Uniti hanno scelto lo strumento più antico e più esplicito: il blocco navale, avviato il 13 aprile, sospeso durante la tregua di giugno e ripristinato il 14 luglio con venti unità da guerra e la facoltà di fermare, dirottare o sequestrare qualsiasi nave diretta ai porti iraniani, a prescindere dalla bandiera. È un passaggio che merita di essere letto per quello che è: il ricorso alla forza fisica per ottenere un risultato che la coercizione finanziaria, da sola, non aveva prodotto. 🔗 Leggi su Formiche.net

Hormuz Closed… But China's Shadow Fleet Never Stopped | Prof. Jiang
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