75 anni difficili per la Convenzione sui rifugiati
Il 28 luglio 1951 è stata firmata a Ginevra la Convenzione sullo status dei rifugiati da 26 paesi, tra cui l’Italia. La legge definisce chi può essere considerato rifugiato e quali diritti spettano. Dopo 75 anni, l’applicazione della convenzione si trova a fronteggiare difficoltà legate a respingimenti e riduzioni dei fondi destinati all’accoglienza. La normativa rimane un punto di riferimento internazionale, anche se le sfide pratiche sono cresciute nel tempo.
Nel 1951 definì chi può essere considerato tale e quali diritti ha: oggi la sua applicazione è complicata da respingimenti e tagli ai fondi Settantacinque anni fa, il 28 luglio del 1951, a Ginevra i rappresentanti di 26 paesi fra cui l’Italia firmarono la “Convenzione sullo status dei rifugiati”. Il testo definiva chi fosse un rifugiato, garantiva i suoi diritti minimi e stabiliva che nessuno poteva essere respinto verso le zone da cui proveniva e dove era in pericolo di vita. Inizialmente riguardava gli anni precedenti al 1951 e di fatto solo i rifugiati di guerra europei: un Protocollo del 1967 rese poi quella convenzione universale e senza limiti temporali. 🔗 Leggi su Ilpost.it

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