Gli scontri di Bologna non c’entrano nulla i centri sociali tanto meno i sindacati di base o la comunità marocchina | viaggio nella piazza del 20 luglio lo scenario inedito i maranza gli studenti ecco come è andata
Gli scontri avvenuti a Bologna il 20 luglio non sono collegati ai centri sociali, ai sindacati di base o alla comunità marocchina. La manifestazione ha visto la presenza di gruppi di giovani definiti “maranza” e studenti, con interventi di persone che hanno espresso opinioni contrastanti sulla repressione e sulla condizione dei poliziotti. Durante la piazza sono stati uditi slogan come “Bisogna reprimere” e “Distruggono la città e io pago”. Alcuni manifestanti hanno anche criticato le condizioni di vita e la percezione di ingiustizia sociale.
“Bisogna reprimere!”. “No, bisogna capire!”. “I poliziotti rischiano la vita per 1500 euro al mese!”. “Distruggono la città e io pago!”. “Facciamo una vita di merda, da qualche parte ci dobbiamo ribellare!”. Tutto giusto. Ma nel neo feudalesimo del nostro tempo queste affermazioni sono diventati slogan contrapposti: prima convivevano nel sentimento di una stessa persona o di un’organizzazione politica. Ma facciamo un passo indietro. In questa settimana ho letto e sentito tali e tante sciocchezze, compresa quella che il sindaco di Bologna Lepore, nella vita, gestiva centri sociali, quando con la prodezza che si ritrova al massimo può averci... 🔗 Leggi su Ilgiornaleditalia.it
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