Ry?jun Shionuma intervista al monaco definito Buddha vivente | Ciò che conta non è come gli altri mi chiamano ma come vivo quando nessuno mi osserva Dai pellegrinaggi ho capito che poter aprire un rubinetto e bere è uno dei miracoli più grandi
Ryōjun Shionuma, monaco giapponese nato nel 1968, è l'unico uomo dell’era moderna ad aver completato un’impresa specifica. Ha anche portato a termine lo Shimugyō, un ritiro di nove giorni senza cibo, acqua, sonno o riposo. In un’intervista, ha affermato che ciò che conta non è come viene chiamato, ma come si vive quando nessuno osserva. Ha inoltre sottolineato l'importanza di poter bere acqua dal rubinetto come uno dei più grandi miracoli.
Ryōjun Shionuma, nato nel 1968 nel nord del Giappone, è l'unico uomo dell'era moderna ad aver completato questa impresa. Un anno dopo concluse anche lo Shimugyō, nove giorni senza cibo, acqua, sonno né possibilità di sdraiarsi. Per questo in Giappone è stato soprannominato «Buddha vivente», titolo che lui continua a rifiutare con disarmante semplicità. Oggi dirige il Tempio Jigenji e nel libro «L’arte di sorridere in salita»(Vallardi), curato dalla giornalista e scrittrice Costanza Rizzacasa d'Orsogna e tradotto da Roberta Giulianella Vergagni, racconta non tanto un'impresa estrema quanto ciò che quella fatica gli ha insegnato sulla vita: che la resilienza nasce dall'accettazione, che l'ego è il nostro ostacolo più grande e che la felicità, spesso, è nascosta dentro un semplice bicchiere d'acqua. 🔗 Leggi su Vanityfair.it
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