Dal sublime del film di Nolan alla deprimente Idiozia Artificiale
Dopo aver visto il film di Nolan, si esce dal cinema con una sensazione di tristezza lieve ma intensa. La narrazione ripercorre l’Odissea, con un Ulisse segnato dal tempo e dalle difficoltà . Le immagini e la colonna sonora creano un’atmosfera malinconica, lasciando uno spazio di riflessione tra lo spettacolo visivo e le emozioni provate. La pellicola rimane impressa come un viaggio tra speranza e sofferenza.
Vado a vedere l’Odissea di Christopher Nolan, esco dal cinema con una delicata, piacevole tristezza, figlia della vicinanza a un Ulisse afflitto dal senso di colpa, piegato dalla responsabilitĂ di una lunga spirale di violenza innescata con la distruzione di Troia, la conta dei morti a cui lo obbliga la scelta dei compagni da sacrificare per proseguire un viaggio di ritorno che sembra voler continuare per non concluderlo (lettura di molti, anche di Moravia nel Disprezzo ), ripenso alla tecnica magistrale del regista di Oppenheimer nella rivisitazione del poema omerico, dall’apparizione di un Polifemo deforme e taciturno all’incontro... 🔗 Leggi su Napoli.corriere.it

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