Quanto piace la retorica securitaria ai politici! Ma è qui che s’innesca il cortocircuito
Durante la pandemia, i politici hanno spesso utilizzato retoriche securitarie per affrontare l’ordine pubblico. Ora, con episodi di violenza urbana, queste parole tornano a essere protagoniste del discorso pubblico. Le dichiarazioni si susseguono, spesso puntando sulla necessità di misure emergenziali, mentre il dibattito si concentra su temi di sicurezza e ordine pubblico, senza approfondimenti sui problemi strutturali.
di Sara Gandini e Paolo Bartolini Quanto piacciono la retorica securitaria e la politica emergenziale. Le abbiamo viste esplodere durante la pandemia, ma riprendono fiato anche con i regolari episodi di violenza urbana, mentre il dibattito pubblico si incanala rapidamente sui soliti binari di scontro e banalizzazione. Lo si è visto anche con l’ultimo episodio diventato virale riguardante un soggetto molesto, malmenato brutalmente e prontamente ripreso per far circolare il video sui social. Ogni fatto viene interpretato come la prova di un’emergenza securitaria fuori controllo e viene strumentalizzato per alimentare paure e giustificare strette repressive. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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