Le ipotesi di paesaggio del reggino Nino Attinà
Un artista del reggino ha descritto il paesaggio come un elemento che si trasforma e si modifica quando viene rappresentato. Secondo questa prospettiva, i paesaggi assumono connotazioni mutevoli e con confini che sembrano mobili, quasi pensanti. L’approccio si concentra sulla percezione soggettiva e sulla fluidità delle immagini paesaggistiche, che cambiano a seconda dell’osservatore e della rappresentazione artistica.
Un paesaggio quando è visto da un artista si trasfigura, si modifica, si dilata, cambia i propri connotati che diventano mutevoli, a confini mobili, possono sembrare quasi pensanti. Nell’arte sono concetti scontati, ovvi. Eppure c’è chi sempre rinnova e si rinnova ed esalta in pensieri pittorici nuovi ciò che potrebbe essere vecchio. Accade – sempre – con i paesaggi (e non solo) di Nino AttinĂ , il pittore calabrese nato a Reggio nel 1953, che vive e opera dal 1977 a Milano, portando sempre la sua regione nel cuore. L’artista ha intitolato la sua nuova mostra (nello studio Zecchillo, giĂ studio del celebre Piero Manzon i) «Situazioni e ipotesi di paesaggio» e non è solo un modo per mettere le mani avanti. 🔗 Leggi su Gazzettadelsud.it

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