Il lavoro da remoto in Bergamasca non ingrana Lo usa solo il 12,4% dei dipendenti
In Bergamasca solo il 12,4% dei dipendenti lavora da remoto, una delle percentuali più basse rispetto ad altre aree lombarde. A Milano, questa percentuale sale al 29,5%, mentre a Lecco si registra la crescita più significativa in un anno. Il sindacato ha commentato che il lavoro da remoto non dovrebbe essere utilizzato come strumento per ridurre i costi o aumentare i carichi di lavoro.
STUDIO UIL LOMBARDIA. A Milano la percentuale cresce fino al 29,5%, a Lecco la crescita maggiore in un anno. Il sindacato: «Non sia un modo per scaricare i costi e aumentare i carichi». In Bergamasca il lavoro da casa non ingrana. Nonostante un lieve aumento (più 0,2%) tra il 2023 e il 2024 la percentuale di dipendenti che utilizzava questa modalità è rimasta pressoché invariata, passando dal 12,2% al 12,4%. In numeri si parla di 1.758 lavoratori in più su un totale di 64.419 persone. Tra loro il 7,4% utilizza questa possibilità saltuariamente, mentre il 5% lavora da remoto per la maggior parte dei giorni. In provincia di Bergamo sono in tutto 64. 🔗 Leggi su Ecodibergamo.it

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