Vangelo del 20 luglio 2026 | la fede non è un’opera di convincimento

Notizia in breve

Il commento al Vangelo del 20 luglio 2026 sottolinea che la fede non deriva da prove o convincimenti costanti, ma da una relazione stabile anche nei momenti di difficoltà. Don Luigi Maria Epicoco evidenzia che la fede si mantiene forte quando si sostiene una connessione che resiste alle sfide, senza dipendere da verifiche continue. La riflessione si concentra sull'importanza di una relazione duratura piuttosto che su dimostrazioni tangibili.

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Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco spiega che la fede non nasce da prove continue, ma da una relazione capace di rimanere salda anche quando tutto sembra vacillare. Gesù rifiuta di offrire segni spettacolari e spiega che la sua morte e risurrezione sono l’unico segno decisivo. La fede autentica nasce dalla fedeltà, anche nelle prove e nel dubbio. In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. 🔗 Leggi su Lalucedimaria.it

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