L’arma monetaria contro Gaza e Cisgiordania

Notizia in breve

A Ramallah, un benzinaio ha rifiutato di accettare banconote di un cliente che voleva fare rifornimento, perché la banca ha sospeso l'accettazione di contanti in deposito. La decisione deriva dal fatto che i caveau sono pieni e non possono più ricevere ulteriori depositi. Questa misura rappresenta una delle azioni monetarie adottate nella regione di Gaza e Cisgiordania.

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A Ramallah un benzinaio rifiuta le banconote di un cliente venuto a fare il pieno: la sua banca ha smesso di accettare contante in deposito perché i caveau sono pieni. In Cisgiordania occupata, quella che la Corte internazionale di giustizia nel luglio 2024 ha definito occupazione illegale, il denaro c’è e non si può spendere. Le banche palestinesi trattengono più shekel di quanti ne sappiano gestire. La Banca d’Israele fissa a 18 miliardi di shekel l’anno, 5,9 miliardi di dollari, il tetto del contante che possono restituire al sistema israeliano. Se ne accumulano circa 30, stima l’economista Moayad Afaneh, e il resto resta fermo, impossibile da convertire in moneta elettronica per pagare fornitori e bonifici. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

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