Perché nessuno vuole le preferenze? L’analisi di Sterpa
Il 14 luglio, giorno simbolo della presa della Bastiglia, è stato scelto per votare contro l’introduzione delle preferenze nella legge elettorale. La decisione riflette la mancanza di consenso tra i parlamentari sull’adozione di questa modifica. La votazione si è conclusa con il rifiuto delle preferenze, evidenziando l’ostilità o la resistenza di alcuni gruppi politici verso questa proposta. La discussione si è concentrata sulla possibilità di cambiare le modalità di scelta dei rappresentanti eletti.
Votare contro l’introduzione delle preferenze nella legge elettorale per il Parlamento, per di più farlo il 14 luglio, rappresenta plasticamente l’impossibilità della presa della Bastiglia da parte del popolo. Capiamoci, le preferenze hanno molte criticità per il modo in cui si costruisce il consenso: meglio i collegi maggioritari uninominali. Ma le leggi elettorali procedono per scelte sul “meno peggio” previsto dalle norme in fieri e non sull’ optimun. E in questa logica le preferenze (da scrivere, da barrare con i nomi già scritti, con i numeretti.poco conta) sono comunque meglio delle liste bloccate decise all’ultimo minuto da partiti affollati di protagonisti che fanno solo politica (che non sarebbe di per sé male) senza avere alcun contatto con la realtà. 🔗 Leggi su Formiche.net

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