Giorgia Meloni con le spalle al muro quale strada dopo la debacle sulla legge elettorale
La bocciatura alla Camera dell’emendamento sulle preferenze ha rappresentato una sconfitta politica per il governo. La decisione ha evidenziato le difficoltà nel mantenere unito il sostegno parlamentare sulla riforma della legge elettorale. La questione si inserisce in un quadro di tensioni tra le forze politiche e rischia di influenzare gli equilibri all’interno dell’esecutivo. La situazione richiede ora una riprogrammazione strategica per affrontare le prossime sfide legislative.
La bocciatura alla Camera dell’emendamento sulle preferenze mette Giorgia Meloni davanti a un passaggio politico che non può essere liquidato come un incidente di percorso. Il 14 luglio 2026 la maggioranza è andata sotto, per un solo voto: 188 contrari contro 187 favorevoli. Non è una crisi di governo automatica, ma è un segnale di rilievo, perché fotografa una coalizione che sulla carta ha i numeri e nell’Aula, invece, non riesce a trasformarli in disciplina politica. Il punto non è soltanto la riforma elettorale. La proposta, sostenuta da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, puntava a reintrodurre fino a tre preferenze in un sistema misto con capilista bloccati. 🔗 Leggi su Thesocialpost.it
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