C’è una start up italiana che vuole usare l’intelligenza artificiale per rivoluzionare la sanità senza violare la privacy

Notizia in breve

Una startup italiana punta a usare l’intelligenza artificiale nella sanità senza violare la privacy. L’obiettivo principale è ottenere accesso ai dati, ritenuto più difficile rispetto allo sviluppo degli algoritmi, considerati ormai una commodity. La società ha spiegato che la vera sfida consiste nel garantire il rispetto della privacy durante l’utilizzo delle informazioni. Il progetto mira a migliorare l’assistenza sanitaria attraverso tecnologie innovative, mantenendo il rispetto delle normative sulla tutela dei dati.

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«Ci siamo resi conto che la vera sfida non era sviluppare l’algoritmo, che diventa velocemente una commodity, ma avere accesso ai dati », racconta Daniele Panfilo a Open. «Molti dei dati che oggi potrebbero alimentare l’intelligenza artificiale sono dati personali e sensibili, e il GDPR ne limita correttamente l’utilizzo». È da questo paradosso che nasce Aindo, startup fondata a Trieste da ricercatori della Sissa, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, con l’obiettivo di permettere a ospedali, centri di ricerca e aziende farmaceutiche di utilizzare il patrimonio di informazioni raccolte negli anni senza compromettere la privacy dei pazienti. 🔗 Leggi su Open.online

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