Usucapione vivono per decenni nella casa di famiglia ma per la Cassazione non basta per acquisire le quote degli altri eredi
Due persone hanno vissuto negli immobili di famiglia dagli anni Settanta, curando gestione e manutenzione dopo la morte dei genitori. Per il Tribunale di Pisa e la Corte d’appello di Firenze, questi fatti erano sufficienti per riconoscere l’usucapione e quindi l’acquisizione delle quote degli altri eredi. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che tali elementi non sono sufficienti per ottenere la proprietà esclusiva delle quote ereditarie.
Abitavano negli immobili di famiglia dagli anni Settanta e, dopo la morte dei genitori, ne avevano continuato a curare gestione e manutenzione. Per il Tribunale di Pisa e la Corte d’appello di Firenze questi elementi bastavano a riconoscere l’ usucapione. Ma vivere per decenni in una casa ereditata non dimostra automaticamente un possesso esclusivo, soprattutto quando tra le parti esistono stretti rapporti di parentela. A stabilirlo è la seconda sezione civile della Corte di Cassazione, con l’ordinanza 231152026, pubblicata il 13 luglio. La disputa sulle case ereditate. La vicenda nasce nel 2010, quando alcuni eredi hanno chiesto lo scioglimento della comunione relativa a una serie di immobili a Pisa. 🔗 Leggi su Open.online
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