Un Paese maturo difende il premier senza distinguo
Un Paese sostiene il primo ministro senza distinzioni, mentre si critica l’Iran per aver etichettato come criminale un altro Stato. La questione riguarda il sostegno a gruppi come Hamas e Hezbollah, considerati terroristi da molte nazioni. La discussione si concentra sulle accuse di finanziamenti e supporto a organizzazioni armate, con alcune parti che respingono le etichette negative attribuite dall’Iran. La situazione si inserisce in un quadro di tensioni internazionali sui finanziamenti a gruppi armati e le definizioni di terrorismo.
Roma, 13 luglio 2026 – Che l’Iran dia ad altri del criminale, beh, potrebbe essere derubricato d’ufficio a tragica carnevalata. Chi finanzia, nutre, sostiene, Hamas, Hezbollah e terrorismi vari, non fatica troppo a dare ad altri la propria definizione. Eppure, quel gruppo di personalità in divisa da galeotti che un giornale di Teheran ha pubblicato collegandoli alla vendetta per l’uccisione di Khamenei, non è roba da prendere sottogamba. Di sicuro non dobbiamo farlo noi per la nostra premier, unica donna, tra l’altro, nel mirino degli ayatollah. Non va fatto per la fonte della minaccia, appunto: un pulpito a cui per uccidere sul serio, soprattutto rappresentanti del sesso femminile, basta sfogliare la Costituzione, cioè il Corano. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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