Già smaltita l' ubriacatura da referendum
Un referendum è stato rinviato senza una data stabilita, lasciando un senso di incertezza. La decisione di posticipare l’evento ha generato una sensazione di delusione, paragonabile a quella di vedere una saracinesca chiusa con un cartello di riapertura futura, o ricevere un saluto che non si traduce in un incontro reale. La frase “rinvio a data da destinarsi” evoca un’attesa senza una scadenza precisa, lasciando spazio a un’attesa indefinita.
"Rinvio a data da destinarsi" è una frase che infonde mestizia, come leggere sulle saracinesche arrugginite di un negozio "prossima riapertura" o come sentirsi dire cordialmente "a presto" e non rivedersi mai. Una pietosa bugia che nasconde un impietoso fallimento, un finto arrivederci di cortesia. La cancellazione della seconda data del "Primarie tour" del centrosinistra in programma a Padova arriva dopo il disastro della contestazione di Napoli e ha il sapore amaro della delusione dopo l'ubriacatura di speranze post-referendum: un Unicum letale dopo i garruli spritz. Sembrano di ieri le profezie di caduta ineluttabile del governo Meloni, gli avvisi di sfratto, Schlein e Conte che già ordinavano ciascuno i propri pezzi di mobilio per Palazzo Chigi. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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