Perché dichiarare impignorabili i contributi pubblici alla cultura è una decisione storica
Un tribunale ha stabilito che i contributi pubblici destinati alla cultura sono impignorabili. La sentenza riguarda una richiesta di pignoramento di fondi assegnati a un ente culturale. La decisione si basa sul fatto che tali contributi sono destinati esclusivamente a finalità di interesse pubblico e non possono essere oggetto di azioni esecutive. È la prima volta che un giudice si pronuncia in questo senso, bloccando possibili pignoramenti di fondi pubblici per attività culturali.
La decisione è storica: per la prima volta un tribunale ha deciso che i contributi pubblici alla cultura non possono essere pignorati. La decisione scaturisce da un ricorso che un ente del terzo settore ha presentato contro il Ministero della Cultura e l’Agenzia delle Entrate, che la Giudice Giulia Messina, della III Sezione del Tribunale di Roma, ha accolto. Nel giugno del 2025, l’Agenzia delle Entrate e Riscossione (Ader-R) aveva pignorato un contributo che il Ministero della Cultura stava pagando all’ente, a seguito di una verifica della correttezza tributaria del beneficiario: si tratta della prassi prevista dall’art. 48-bis del Dpr 602 del 1973, che impone che ogni pagamento superiore a 5. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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