Parigi anni Venti | Petrella mette Hemingway nei panni di un aiutante detective
Nel 1929, Ernest Hemingway aveva già concluso «Addio alle armi» e attraversava un periodo difficile. In un nuovo romanzo di Angelo Petrella, lo scrittore americano viene immaginato nei panni di un aiutante detective, ambientato nella Parigi degli anni Venti. La narrazione si concentra su questa versione inventata di Hemingway, inserita in un contesto temporale e geografico ben preciso. Il testo si svolge tra eventi e atmosfere di quell’epoca, senza riferimenti a fatti o persone reali.
Nel 1929 Ernest Hemingway aveva già terminato di scrivere «Addio alle armi» e aveva alle spalle dolorose esperienze di vita. Nel nuovo romanzo di Angelo Petrella, il più proteiforme degli scrittori napoletani, incontriamo l’autore americano proprio in quell’anno cruciale. Petrella ne dipinge la personalità in una chiave scanzonata e dolente al tempo stesso e addirittura lo cala nei panni di improvvisato detective, a fianco al poliziotto Marcel, appassionato di letteratura. Il libro, da oggi sugli scaffali, si intitola «La valigia perduta di Hemingway» ed è pubblicato da Neri Pozza: di fatto è un giallo, con tanto di omicidi, indagine e risoluzione finale. 🔗 Leggi su Napoli.corriere.it

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