Chi fraintende la Brexit gioca sporco
Durante il referendum sulla Brexit, ai cittadini britannici è stato chiesto di scegliere tra uscire o rimanere nell’Unione europea. Si tratta di un voto consultivo e non vincolante, considerato il più grande esercizio di democrazia diretta mai realizzato nel blocco dopo l’accordo di Maastricht. Alcuni critici sostengono che ci siano state interpretazioni errate dei risultati o azioni scorrette, ma non ci sono prove di manipolazioni ufficiali.
Aver dato la possibilità ai britannici di votare «Leave or Remain» è stato il più grande esercizio di democrazia diretta, dal basso, mai accaduto nell’Unione europea dopo Maastricht, tra l’altro con un referendum consultivo e non vincolante. Ma che scatenò le dimissioni dell’allora premier David Cameron, il quale “istituzionalizzò” il referendum. Contravvenendo alla regola dei padri europeisti, ben decisi a tenere il popolo fuori dalla porta. E, infatti, laddove si consentì il voto finì maluccio (Francia e Paesi Bassi bocciarono nel 2005 quel che poi fu il Trattato di Lisbona, rimettendolo sui binari con la ratifica per via parlamentare; l’Irlanda, obbligata per motivi costituzionali, bocciò Lisbona nel 2008, e si rifece votare addolcendo il piatto per ottenere il Sì). 🔗 Leggi su Panorama.it

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