Processo Promoberg difese contrapposte | Era il metodo Trigona La replica | No quella lettera fu una medicina amara
Durante l'ultima udienza del processo riguardante irregolarità in una fiera, sono state presentate le difese di due ex dirigenti. Una parte ha sostenuto che il metodo adottato fosse quello di un collaboratore ormai deceduto, mentre l'altra ha affermato che una lettera inviata rappresentava una medicina amara, senza indicare altre motivazioni. Le udienze continuano con le testimonianze e le arringhe di entrambe le parti coinvolte.
Da grandi alleati del vecchio mondo Promoberg ad avversari sul ring. Nell’ultima udienza estiva del processo sulle magagne in Fiera, tocca alle difese dell’ex direttore tecnico Stefano Cristini e dell’ex segretario generale Luigi Trigona. Ed è più che mai evidente come la scelta sia quella di smarcarsi l’uno dall’altro: Cristini faceva i finti rimborsi perché quello era il metodo che Trigona impose, importandolo dall’Ascom, secondo gli avvocati Federico Cecconi e Nicolò Velati; Trigona firmò la lettera in cui si assunse la responsabilità dei suoi compensi solo per evitare scandali e per respingere quella che l’avvocato Andrea Pezzotta non esita a definire «una tentata estorsione», portata avanti dall’Ascom che mirava alla poltrona da direttore. 🔗 Leggi su Bergamo.corriere.it

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