Ultimo è pura retorica sin dal nome che si è scelto | il suo concerto a Tor Vergata è servito solo a celebrare il suo ego
Durante un concerto a Tor Vergata, l’artista ha portato in scena uno spettacolo che molti hanno interpretato come un’esibizione dedicata al proprio ego. La performance ha attirato l’attenzione per il modo in cui l’artista si è presentato, consolidando la sua immagine pubblica e il suo posizionamento nel panorama musicale e tra il pubblico. La scelta di un grande evento per questo tipo di rappresentazione ha suscitato discussioni sulla natura della performance stessa.
Non so se sia stata una scelta consapevole (e consapevolmente furba ), ma di certo si è rivelata vincente: Niccolò Moriconi, con il nome d’arte di Ultimo, ha deciso dove collocarsi non solo nel mondo della musica, ma soprattutto nell’ immaginario della gente. Mi spiego meglio: un artista, in questo caso un cantautore, può fidelizzare il proprio pubblico attraverso la musica e le canzoni, oppure (anche) attraverso la narrazione che fa di sé. E Ultimo lo sa bene, visto che la sua musica e la comunicazione che la accompagna hanno costruito negli anni un immaginario preciso: quello dell’ incompreso, di chi resta ai margini, di chi trova nel successo una forma di rivincita. 🔗 Leggi su Donnapop.it

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