Veleni alla Caffaro le motivazioni delle condanne | Ha continuato a inquinare ignorando i rischi ambientali

Notizia in breve

Le condanne sono state motivate con l’accertamento di un inquinamento continuo. Gli accertamenti del 2019 hanno rilevato un aumento dei livelli di cromo esavalente nelle acque sotterranee del sito industriale. Nonostante i risultati, le attività di inquinamento sono proseguite senza interruzioni. Le autorità hanno sottolineato che l’azienda ha ignorato i rischi ambientali associati alle proprie operazioni.

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«Tanto gli accertamenti condotti da Arpa nel 2019, dopo l’innalzamento dei valori di cromo esavalente nelle acque sotterranee al sito produttivo di Caffaro Brescia srl, quanto il carotaggio eseguito durante il procedimento penale hanno permesso di avvalorare l’ipotesi che vi fosse una sorgente attiva di contaminazione superficiale causalmente efficiente rispetto all’aumento dei livelli di cromo 6 nelle acque profonde». Che va individuata «nei percolamenti» dai quattro «serbatoi fatiscenti» nell’area A dello stabilimento, «riutilizzati senza alcun titolo autorizzativo», ma anche nelle «tracce» sul pavimento del reparto clorato. O nei «residui» nella fossa di raccolta, «il cui stato di degrado è stato efficacemente documentato». 🔗 Leggi su Brescia.corriere.it

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