Nel vortice delle voci | versi di Alessandro Carrera
Durante i viaggi, l’autore riferisce di non comprendere le parole pronunciate dagli altoparlanti, sia alla stazione degli autobus che all’aeroporto. In entrambi i casi, sente i suoni ma non riesce a capire i messaggi trasmessi, sia quando si tratta di annunci riguardanti la sua corsa sia di comunicazioni sul volo.
«Alla stazione degli autobus quando l’altoparlante gracchia qualcosa sulla mia corsa sento i suoni ma non capisco le parole. All’aeroporto quando lo steward prende il microfono e borbotta qualcosa sul mio volo sento i suoni ma non capisco le parole». Sono le prime due quartine di una poesia di Alessandro Carrera, il cui titolo è un refrain, Sento i suoni ma non capisco le parole, che ritorna ossessivamente alla fine di ogni strofa. Vi si raccolgono, in un elenco cadenzato, lacerti di discorsi incompresi, percezioni uditive indistinte: è il brusio della lingua in cui siamo immersi, un rumore bianco, tanto più fastidioso e disarmante quando abbiamo a che fare con una lingua straniera. 🔗 Leggi su Ilmanifesto.it

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