Le spie di domani? Le piante Neal Stewart ci spiega la scommessa della bio-intelligence
Neal Stewart ha spiegato che le piante potrebbero diventare strumenti di sorveglianza nel futuro della bio-intelligence. In un contesto di guerra tecnologica, si pensa a droni e satelliti, ma si valuta anche l’uso di organismi viventi come strumenti di monitoraggio. La ricerca si concentra su come le piante possano raccogliere e trasmettere informazioni, aprendo possibilità di utilizzo militare e di sicurezza.
Nel teatro della guerra iper-tecnologica, siamo abituati a immaginare droni, algoritmi e satelliti come i protagonisti della sorveglianza globale. Eppure, la prossima frontiera dell’intelligence militare potrebbe essere costituita da clorofilla e radici. L’obiettivo della bio-intelligence è trasformare il mondo vegetale in una rete di sensori invisibile, capillare e autosufficiente. Per capire come potrebbero tradursi gli esperimenti in corso, InsideOver ha intervistato uno dei massimi esperti mondiali del settore, C. Neal Stewart Jr., esperto di genetica molecolare vegetale, biotecnologie, biologia sintetica ed ecologia, nonché pioniere nello sviluppo dei fitosensori (piante modificate geneticamente in laboratorio per reagire a specifici stimoli ambientali alterando il proprio colore o la propria fluorescenza). 🔗 Leggi su It.insideover.com

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