Cinquant' anni dopo Seveso | La diossina fu il nostro Covid Le storie di chi ha vissuto la nube tossica
Il 10 luglio 1976, alle 12.28, un reattore chimico di un'azienda vicino a Meda e Seveso ebbe un guasto. L’impianto produceva diserbanti e altri composti chimici. L’incidente causò il rilascio di diossina nell’area, portando a un’emergenza ambientale. Cinquant’anni dopo, alcune persone che vissero quei momenti ricordano l’evento come un’esperienza traumatica, paragonandola a una pandemia. La nube tossica si diffuse nell’area, portando a conseguenze sanitarie e ambientali a lungo termine.
Alle 12.28 del 10 luglio 1976 il reattore chimico della Icmesa, azienda al confine delle brianzole Meda e Seveso, andò in avaria. In quell’azienda si producevano, tra gli altri, diserbanti. L’incidente diffuse nell’aria una nube tossica che, trasportata dal vento, investì un territorio di qualche decina di chilometri. Ancora non lo si poteva sapere, ma sarebbe stata catalogata come una delle peggiori catastrofi ambientali della storia. Parte di Seveso e Meda finirono off limits, edifici vennero abbattuti e il primo strato di terreno venne rimosso per quasi un metro. Vasche di contenimento sarebbero state interrate in quello che ora, sorto in sommità , è un’area verde ribattezzata Bosco delle Querce. 🔗 Leggi su Bergamo.corriere.it
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