Le avventure degli oligarchi digitali che si credono Dio
Alcuni sviluppatori di intelligenza artificiale si riferiscono ai propri progetti come a “creature” e si considerano figure guida di un nuovo mondo digitale. Questi commenti vengono fatti spesso in modo pubblico, e alcuni si descrivono come “sacerdoti” o “demiurghi” di questa tecnologia. La discussione riguarda il ruolo e l’immagine che alcuni professionisti attribuiscono alle proprie innovazioni, senza che siano stati ancora definiti limiti legali o regolamentari specifici per queste figure.
I demiurghi dell’intelligenza artificiale parlano spesso della loro creatura in termini messianici, e di sé stessi come sacerdoti del nuovo mondo. Usano un linguaggio religioso, si danno arie da pensatori metafisici, vogliono migliorare l’umanità con la tecnica e le mac chine, mentre più prudentemente investono fantastiliardi in pro getti transumanisti e si costruiscono bunker personali antiatomici e antiumani in luoghi sperduti, perché non si sa mai. Gli oligarchi digitali si credono Dio, non hanno limiti, professano una nuova alba per l’umanità, e accusano chiunque abbia dubbi su un futuro affidato alle macchine di essere un complice dell’Anticristo. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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