Massimo Spampani Il re della soffitta e la vita nella Cortina novecentesca
Massimo Spampani, noto come “Il re della soffitta”, racconta la vita nella Cortina degli anni Novecento. Il testo descrive un periodo caratterizzato da giovani ricche che lavorano, secondo l’espressione di Franca Valeri, e da persone che si dedicano a svaghi e attività di svago. La narrazione si concentra su aspetti di vita quotidiana e sulla cultura di quel tempo, senza entrare in analisi o interpretazioni personali.
C’era un tardo Novecento bello e suadente pieno di «ragazze ricche che lavorano», come le chiamava Franca Valeri, cioè di simpatici sfaccendati che fingevano un mestiere con i soldi dei genitori, magari aprendo una boutique di gioielli o di pashmine, un Novecento allegro ed esausto che faceva la spola tra Cortina e la Costa Smeralda e i viaggi oziosi all’estero, così per darsi un perché, in India, a Rio, a Bangkok. C’erano quei ragazzi romani e milanesi e bolognesi che a Cortina non solo svernavano ma passavano proprio tutto l’anno, magari alle Orsoline, protetti dai genitori dagli anni di Piombo del terrorismo e dei rapimenti. C’era il turismo sempre più numeroso e rumoroso – sembra di vederlo, il Corso cortinese, come in una pellicola che si fa girare a velocità impazzita, riempirsi e svuotarsi, e riempirsi ancora. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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